Alberobello sotto la neve, fenomeno social che fa impazzire la rete

I trulli imbiancati hanno conquistato tutti. E’ record di condivisioni sui social: da Twitter a Instagram a Facebook. La rete è impazzita per la magia della neve che ha avvolto Alberobello, la cittadina pugliese patrimonio Unesco. Il risultato si è prestato tantissimo agli amanti di fotografia che hanno postato i loro scatti praticamente in tutto il mondo: dalla Nuova Zelanda agli States, dalle Filippine al Sudafrica. I principali quartieri della città, Rione Monti ed Aia Piccola, sono interamente costruiti in trulli arroccati sulle colline e con la neve hanno regalato una scenografia davvero mozzafiato.

Per chi non conoscesse il posto spieghiamo che il nome della città deriva dal latino, Sylva Arboris Belli (legno dell’albero della guerra), chiamata così per una quercia che un tempo si trovava nelle vicinanze. Alberobello sembra che sia stata fondata nel XV secolo dalla famiglia Acquaviva, i Conti di Conversano, ma fu solo dal 1635 che la città cominciò svilupparsi realmente, sotto l’influenza del conte Giangirolamo II, “lo strabico”. La nascita dei primi trulli, invece, risale all’epoca preistorica. Già in questo periodo, infatti, erano presenti nella Valle d’Itria degli insediamenti e iniziarono a diffondersi i tholos, tipiche costruzioni a volta usate per seppellire i defunti. Tuttavia i trulli più antichi che troviamo oggi ad Alberobello risalgono al XIV secolo: fu in quel periodo che ciò che appariva, ormai, come una terra disabitata venne assegnata al primo Conte di Conversano da Roberto d’Angiò, principe di Taranto e poi re di Napoli dal 1309 al 1343.

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