A Bresso, nel Milanese, la prima aula europea interamente dedicata alla “MVR” (mixed virtual reality)

Si scrive “Mvr”, si dice “Mixed virtual reality”. Le prime classi dotate di realtà virtuale iniziano a comparire anche in Italia e in particolare alla scuola primaria Kennedy di Bresso, nell’hinterland di Milano. “Dalla scoperta dell’anatomia alla visita negli ambienti geografici terrestri, dalla visita dei musei fino a Machu Picchu, dalla pittura digitale all’osservazione dell’universo, i bambini possono provare un’esperienza unica, ampliando le conoscenze e partecipando attivamente ai processi di apprendimento attraverso una tecnica digitale innovativa che coinvolge tutti gli alunni”, ha spiegato l’insegnante responsabile per le nuove tecnologie Emanuela Salamina.

Ovviamente, non mancano le controindicazioni: alcuni temono che tutto questo entusiasmo, da parte di studenti e insegnanti, possa esaurirsi non appena sarà finito l’effetto novità; mentre altri sottolineano il rischio di mescolare eccessivamente due piani che dovrebbero rimanere ben distinti: l’intrattenimento e l’educazione. La strada, però, sembra segnata. Nei prossimi anni, infatti, entrerà nelle scuole anche la realtà aumentata: una tecnologia che – grazie all’uso di smartphone o appositi visori – permette di vedere oggetti virtuali nel mondo reale (consentendo di posizionare, per esempio, la ricostruzione digitale di un uragano proprio sulla cattedra). Anche le gite scolastiche non saranno più le stesse: i ragazzi potranno interagire digitalmente con i monumenti e le opere d’arte delle capitali europee, ricevere informazioni dettagliate e personalizzate, vedere filmati e immagini storiche relative ai luoghi che stanno visitando e molto altro ancora. Accedere al mondo virtuale, insomma, non significa restare sempre chiusi in classe; ma aumentare le potenzialità complessive dell’insegnamento.

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