Radio Europe, quei pirati dell’etere che amano ancora i vinili

“Radio Europe 6875 khz on air…buon ascolto”. Ed è davvero buona musica quella che si ascolta sulle onde corte. Un ritorno al passato tutto da godere in cuffia grazie ad un gruppo di amici che ha messo il naso nei loro archivi fatti di vinile e pochi cd e sparati nell’etere. 
Radio Europe è un’emittente “privata” vecchia maniera. Come questa andavano in voga altre radio negli anni ’70. Alcune erano pirati dell’etere come Radio Europe. Si trasmetteva da un garage, da un palazzo alto dieci piani, da una collina o anche da un furgone su una montagna senza ostacoli. E quella passione per la radio è rimasta intatta per anni, mai scalfita anzi rispolverata e seguita con amore da chi quel tipo di radio l’ha amata alla follia. Un esempio? Radio Milano International che trasmetteva dal capoluogo lombardo. Certo, quella non era una emittente pirata. Era un colosso, un marchio, un tatuaggio sulla pelle che non si può più cancellare che ha fatto innamorare i cinquantenni e i sessantenni di oggi. Quella radio che aveva tra i suoi protagonisti persone del calibro di Leonardo-Leopardo, Federico l’Olandese Volante, Fausto Terenzi, Gigio D’Ambrosio, Massimo Oldani, Massimo Valli, non esiste più.  E’ stata chiusa e rinnovata come un vero e proprio network. Ora si chiama “101”, altra musica, altra storia.

Quello spirito di smanettoni dell’etere, invece, è rimasto nel cuore e nell’anima di un gruppo di dj che la radio la sanno fare anche molto bene. Ed ecco allora che sui 6875 khz senti i brani degli Earth Wind & Fire che hanno segnato un’epoca, quelli di Giorgio Moroder, di Roberta Flack, Gladys Night and the Pips, Alexander ‘O Neal, Bobby Brown, i brani storici che uscivano dalla Motown Records e che compravi da “Mariposa”, la casa del disco per eccellenza di Milano. Roba da fare rabbrividire solo a nominarli quei giganti del vero sound anglo-americano che si ballavano pure nelle discoteche italiane (pure quelle stanno scomparendo) d’estate all’aperto o d’inverno anche la domenica pomeriggio pensando che il giorno dopo si andava a scuola.

Musiche d’altri tempi per i nostalgici di quel mondo fatto di vinile e di radio. Ora si volta pagina e questa è vera Radio con la “erre” maiuscola. E quei tempi sono tornati ed è giusto goderseli in un mondo che è quasi sparito: le trasmissioni in onda corta ormai dominio di emittenti cinesi, arabe e dove la lingua italiana è praticamente sparita.

Nell’era di Internet, delle applicazioni sui cellulari, dove ci sono altri smanettoni che hanno dimenticato o non hanno mai conosciuto il significato di 33 e 45 giri, cuffie, mixer e trasmettitori, ecco che spuntano fuori i “pazzi” di Radio Europe.Lanciano messaggi precisi con jingles in stile americano perché quel tipo di radio non sparisca, ma anzi continui a vivere anche per quei ragazzi di oggi che la radio l’ascoltano solo dagli smartphone. Mia figlia Sara, 12 anni, è una di quelle.

Gio’ Barbera

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